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Terragnolo

Chiesa di S. Maria Maddalena

di Mercoledì, 25 Marzo 2015 - Ultima modifica: Lunedì, 08 Maggio 2017
Immagine decorativa

La chiesa romanica di Santa Maria Maddalena è un luogo di culto che si trova sopra la frazione Puechem di Terragnolo, su un colle roccioso a 925 m s.l.m. La chiesetta costituisce un piccolo tesoro di arte pittorica: al suo interno conserva infatti affreschi del Trecento, ben conservati.

Meta di brevi escursioni, Santa Maria Maddalena è uno dei luoghi più suggestivi di Terragnolo, dal cui colle si può ammirare un magnifico panorama sulle montagne circostanti e sull’intera Vallata.

(foto L.Fornasa)

 Coro "La Valle" - Video di Renato Stedile - 

 UNO STRAORDINARIO PUNTO PANORAMICO

La chiesetta di Santa Maria Maddalena è uno dei punti panoramici più belli della Valle. Da qui si ha infatti una stupenda visione panoramica di Terragnolo e delle montagne adiacenti: l’Altissimo del Baldo, le Alpi di Ledro, il Biaena; a destra il Finonchio, i dossi di Serrada, il Monte Maggio e il Pasubio; di fronte il Col Santo. E’ possibile contemplare perfettamente, con i propri occhi, la Valle di Terragnolo così come Gino Gerola l’ha descritta nel romanzo “Le stagioni dei Bortolini”:

“La Valle di Terragnolo è aperta davanti, con la sua costa ripidissima, che precipita fin la in fondo al Leno, con i suoi ex campetti e terrazzi, macchie di bosco e gruppi di case, una seminata di tetti, a gregge, da S. Nicolò, quasi allo sbocco verso Rovereto, a Incapo, e sono trentaquattro frazioni, tra tutto, distese a prendere il sole in faccia, che dall’altra parte è ancora più erto, a rovescio e nero di larici, abeti, faggi e, in cima, i pascoli delle malghe.”1

1 GEROLA G., La stagione dei Bortolini, p. 13.

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NOTE STORICO ARTISTICHE

UN EDIFICIO MIX DI ARCHITETTURA MEDIEVALE E CONTEMPORANEA L’edificio, costruito con pietre locali, è composto da due distinti corpi di fabbrica: il più antico è di epoca medievale, il più recente risale agli anni ’30 del Novecento. L’antica facciata è preceduta da un profondo portico sorretto da grandi pilastri circolari in muratura, sotto il quale trovano posto il portale maggiore e due finestre rettangolari. La fiancata meridionale presenta una finestra quadrangolare, due monofore e un portale secondario. Un’ulteriore monofora è presente sul lato est, tra due arcate. Il tetto è in legno con copertura in coppi. In corrispondenza della facciata e del lato sud si innalzano due piccoli campanili.

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(foto di J. Peterlini)

SCRIGNO D’ARTE PITTORICA DEL TRECENTO

La parte più antica della chiesa è una piccola ma pregevole testimonianza di architettura sacra di origine medievale, manifestazione del credo religioso e della devozione del popolo, nonché raro esempio di arte pittorica trecentesca superstite nel Trentino. Conserva una finestrella di epoca romanica e preziosi affreschi, commissionati dai signori di Castelbarco nella prima metà del Trecento, raffiguranti San Giovanni Battista ed un gruppo di santi, attribuiti ad un seguace della corrente grottesca veneta. Ulteriori dipinti murali eseguiti a tempera su intonaco sono presenti sulla parete est della navata e su quella di fondo del presbiterio.

LE PRIME NOTIZIE DOCUMENTARIE

Le prime notizie documentarie della chiesa (tratte dagli “atti visitali” relativi alle visite pastorali vescovili) si riferiscono ad un suo ampliamento del 1631 circa.

Il Principe vescovo di Trento, Carlo Emanuele Madruzzo, che la visitò nel 1636, raccomandava al reverendo Curato che:

“…in quanto al tetto et struttura sia ben tenuta e custodita…”.

Nel 1728 vi è menzionata la presenza di un eremita che viveva in una cavità della roccia che sorregge il sacro edificio.

Nel 1768 appare descritta con un unico altare consacrato, un messale anteriore al papa Urbano VIII (1623) e scarsi arredi sacri.

Nel 1839 è invece ricordata come: “…decentemente netta et pulita, l’altare ben fornito di calice e di patena ben dorati, senza alcuna mancanza e le poche suppellettili sacre nette et pulite…”.

Tipologia di luogo
Collocazione geografica

Riferimenti:

di Venerdì, 05 Maggio 2017
di Giovedì, 26 Marzo 2015