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Terragnolo

Forra del Lupo - Wolfschlucht

di Giovedì, 27 Luglio 2017 - Ultima modifica: Venerdì, 28 Luglio 2017
Immagine decorativa

La Forra del Lupo era un caposaldo austriaco fra alte pareti di roccia, munito di gallerie, postazioni vaie e posti di vedetta, situato lungo un articolato percorso trincerato che conduceva al Forte Dosso delle Somme (1.660 m.). Il percorso è stato riportato alla luce grazie all’archivio fotografico dell’ufficiale austriaco Ludwig Fasser e reso agibile grazie al lavoro dei volontari della SAT di Rovereto e degli alpini di Serrada e di Terragnolo svolto negli anni 2013-2014. Oggi il percorso della Forra, situato in gran parte nel Comune di Terragnolo, rappresenta uno dei percorsi tematici dedicati alla Grande Guerra tra i più entusiasmanti del Trentino.

Ciò che lo rende particolare è il tracciato che, partendo dalla Frazione Piazza di Terragnolo (sentiero SAT 138), porta l’escursionista in una gola, tra alte pareti di roccia, dove gli austroungarici scavarono trincee e profondi ricoveri. Percorrendo il sentiero si possono ammirare emozionanti vedute panoramiche sulla Valle di Terragnolo, sul Passo della Borcola e sul contrapposto massiccio del Pasubio, teatro di aspri combattimenti durante la Guerra 1915 – 1918, e comprendere il motivo per cui gli austriaci scelsero questo luogo dal quale potevano controllare e presidiare perfettamente l’accesso agli Altipiani.

(foto di G.Potrich)

GLI ITINERARI CONSIGLIATI PER PERCORRERE QUESTO SENTIERO  PANORAMICO STRAORDINARIO:

 

A)    PIAZZA – FORRA DEL LUPO

  • Andata per percorso SAT E138, E137
  • Rientro per percorso SAT E138

 

DATI TECNICI

  • PARTENZA: Piazza di Terragnolo (785 m)
  • ARRIVO: Forra del Lupo (1.485 m)
  • DISLIVELLO: 700 m
  • GRADO DI DIFFICOLTÀ: difficile (Escursionistico).

 

BREVE DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Il sentiero SAT 138 inizia allafontana di Piazza, davanti al Municipio di Terragnolo. Sulla sinistra si percorre una stradina che, per le sue forme rimanda alle caratteristiche dei sentieri interni delle 33 frazioni che compongono la Valle. Una volta usciti dal centro abitato, tramite un percorso a gradoni, si arriva alla strada provinciale, e, passata la stessa, si imbocca un sentiero che conduce alla frazione di Valle. Si procede lungo la strada comunale, si oltrepassa l’abitato di Pergheri, si continua fino alla frazione Zencheri. Dopo pochi passi, lasciato il piccolo nucleo abitato, si sale lungo un sentiero che ci porta nel bosco e che procede fino ad una parete di roccia. Qui inizia il percorso che ci condurrà fino alla Forra del Lupo.

Dopo aver raggiunto le alti pareti di roccia che caratterizzano la Forra, si prosegue verso la località Caserme / Teze, dove si riprende il sentiero SAT 138, che ci riconduce a Zencheri. Da qui si raggiunge la chiesetta di Santa Maria Maddalena, scrigno d’arte pittorica del Trecento e sorprendente punto panoramico sulla Valle di Terragnolo. Si prosegue poi per Puechem, Dosso e infine Piazza, luogo di partenza.

 

B)    SERRADA LOC. COGOLA – FORTE DOSSO DELLE SOMME

  • Andata per percorso SAT E137
  • Rientro a Serrada per percorso SAT E136

 

DATI TECNICI

  • PARTENZA: Cogola Serrada (1.250 m)
  • ARRIVO: Forte Dosso delle Somme (1.660 m)
  • DISLIVELLO: 410 m
  • GRADO DI DIFFICOLTÀ: difficile (Escursionistico).

 

BREVE DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Lasciata la macchina al parcheggio in località Cogola di Serrada, si seguono i cartelli per la Forra del Lupo. Si passa inizialmente vicino ad una palestra di roccia e si salgono alcune scalinate di legno fino a giungere ad un bivio dove si trova una delle postazioni osservatorio. Proseguendo dritti in un’ora circa si raggiunge la Forra del Lupo. Giunti in località Teze - Caserme, è possibile proseguire in direzione del Forte Dosso delle Somme che si raggiunge in circa 45 minuti attraverso un erto sentiero. Dal Forte è possibile tornare al punto di partenza prendendo il segnavia numero 136 che passa vicino al rifugio Baita Tonda e che riconduce a Serrada.

 

IL PAESAGGIO RACCONTA LA STORIA E IL LAVORO DELLA VALLE

Dalla Forra del Lupo si può ammirare il tratto dominante della Valle, rappresentato dall’asprezza e dalla chiusura, dentro la cerchia formata dai massicci montuosi sovrastanti (Pasubio, Monte Maggio, Monte Maronia). Così come si nota che il versante sinistro della Valle è meno popoloso e più ricco di boschi di quello destro, che si presenta invece soleggiato e disseminato di paesi e di campi.  Un buon osservatore non può non notare come nei secoli gli uomini abbiano modificato i ripidi terreni rendendoli più pianeggianti e quindi più facili da coltivare e dove risultava più facile edificare. Caratteristiche di Terragnolo sono infatti le vaneze, quelle piccole terrazze di terreno pianeggianti o quasi, sorrette da muri a secco costruiti con grande fatica e perizia, visibili perfettamente mentre si percorre il sentiero della Forra.

 

NOTE STORICHE

 

IL PERCORSO TRINCERATO

La Prima Guerra Mondiale ha avuto nella Valle di Terragnolo uno dei suoi scenari più intensi e martoriati. I monti sovrastanti la Valle costituivano dei bastioni difensivi e per raggiungerli venne costruita una rete di strade, rimaste tutt’ora per la maggior parte in funzione.

La strada che da Rovereto raggiunge Serrada, nel Comune di Folgaria, venne costruita dal 1905 e finanziata al 50% dallo stato, al 30% dalla provincia e 20% dai comuni di Rovereto e Terragnolo (oggi Strada provinciale n. 2 “di Terragnolo” Rovereto - Serrada,  km 20).  Questa strada si rivelò molto utile durante la Grande Guerra, in quanto permise alle truppe di raggiungere comodamente gli Altipiani. E’ proprio da Serrada e, con precisione dalla Località Cogola (m. 1.250), che partiva un articolato percorso trincerato che percorreva l’alto versante destro della Valle di Terragnolo, fino a raggiungere  Forte Dosso delle Somme – Werk Serrada (m. 1.660). 

La Forra del Lupo, in tedesco Wolfschlucht – Drachenschlucht e in cimbro di Terragnolo Klebostuo, è lo stretto e suggestivo passaggio tra alte pareti di roccia che si trova circa a metà del percorso e si snoda tra anfratti stretti, gole profonde, scalinate, grotte, passaggi a picco sulla roccia. 

Durante la Grande Guerra il trinceramento nella sua interezza era munito di numerose postazioni osservatorio, di vari ricoveri nella roccia e di presidi di mitragliatrici. Esso si congiungeva con la linea trincerata che da Serrada si elevava sul Dosso del Nauk fin oltre la cima del Monte Finonchio (m. 1.603).

Venne inizialmente presidiato da locali compagnie di Standschützen e, in seguito, da truppa regolare. Tra il 1915 e il 1916 ci furono vari ma inutili tentativi di intrusione da parte dell’esercito italiano.

 

IL FORTE DOSSO DELLE SOMME – WERK SERRADA

Forte Dosso delle Somme - Werk Serrada è un ex forte austroungarico costruito negli anni 1911-1914. Ci vollero infatti quattro anni di intenso lavoro sotto la direzione di Rudolf Mayer, Ing. Capitano dello Stato Maggiore del Genio, per costruire questa fortezza in cemento armato, munita di 4 obici da torre da 10 cm in cupola corazzata girevole,  2 cannoni da casamatta da 6 cm e 22 mitragliatrici da 8 mm.

Fu il più imponente e il più moderno dell’intera linea fortificata degli Altipiani. Con il supporto del Forte Sommo Alto, aveva il compito di tenere sotto controllo la Sella di Passo Coe, la dorsale Monte Maronia - Monte Maggio e di impedire un’eventuale avanzata italiana sulla città di Rovereto, attraverso il Passo della Borcola e la Valle di Terragnolo. Ancora oggi, nonostante in rovina, desta negli escursionisti stupore e ammirazione per la sua massiccia mole.

LUDWIG FASSER, TESTIMONE DEL TEMPO

Ludwig Fasser, Standschütze tirolese di Schwaz, aveva 22 anni quando si ritrovò a presidiare la Forra del Lupo. Ci ha lasciato un testo di memorie e diverse testimonianze fotografiche che illustrano con precisione di dettaglio quello che accadde nel maggio del 1916 in questa lunga trincea, tra balze di roccia e profondi anfratti naturali. Oggi è possibile ripercorrere la storia di Fasser camminando lungo il sentiero E137, dove sono state posizionate, esattamente nei punti dove vennero scattate dallo Standschütze ormai più di cent’anni fa, delle tabelle con le riproduzioni delle sue fotografie. È così possibile fare un paragone visivo tra il passato e il presente e notare ciò che è rimasto e ciò che è profondamente mutato. Le fotografie esposte lungo il tracciato non fanno tutte parte dell’archivio di Fasser, ma anche dell’Österreichische Nationalbibliothek Bildarchiv und Grafiksammlung di Vienna e dell’archivio fotografico Clam Gallas Winkelbauer. La forra ricorre inoltre nei dipinti di Albin Egger-Lienz, un Kriegsmaler (pittore di guerra) le cui opere sono esposte al Castello Bruck, a Lienz. Questo importante lavoro di recupero della memoria è stato possibile grazie alle accurate ricerche storiche di Paolo Spagnolli che, con la collaborazione di un gruppi di solerti volontari, ha raccolto tutti i dati nel volume “Sulle tracce di Ludwig Fasser, da Schwaz, alla Forra del Lupo”, edito nel 2015.

 

 

 

LIBRI PER SAPERNE DI PIÙ

  • DALLA TORRE P., Il nuovo sentiero della “Forra del Lupo”, in “Bollettino SAT”, 78 (2015), n. 3, pp. 42-45.
  • LARCHER F., La Forra del Lupo singolare trincea, in “Folgaria Notizie”, 2 (2013), n. 3, p. 11.
  • SPAGNOLLI P. (a cura di), Sulle Tracce di Ludwid Fasser da Schwaz alla Forra del Lupo, 2015.
  • VALLE A., Serrada dal coltivato al costruito, La Grafica, Mori (TN) 2006.
  • ZANDONATI A., La valle contesa Terragnolo 1915 – 1918, Edizioni Osiride, Rovereto (TN), 2015.
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